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Il costo che dovrà sostenere la famiglia per un lavoratore domestico è formato dallo stipendio come è stabilito dal contratto di lavoro vigente. Prevede diversi livelli e retribuzioni differenti, in funzione delle mansioni effettivamente svolte, dai contributi e dalla cassa colf.

La durata del periodo di prova è legato alla categoria di inquadramento del lavoratore:

- livelli D e D super: 30 giorni di lavoro effettivo;

- tutti gli altri lavoratori domestici: 8 giorni di lavoro effettivo;

Il lavoratore che abbia superato il periodo di prova senza aver ricevuto disdetta, s’intende automaticamente confermato. Il servizio prestato durante il periodo di prova va computato a tutti gli effetti dell’anzianità.

Durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro può essere risolto in qualsiasi momento da ciascuna delle parti, senza preavviso, ma con il pagamento a favore del lavoratore della retribuzione e delle eventuali competenze accessorie corrispondenti al lavoro prestato.

Il lavoratore convivente ha diritto a 36 ore di riposo oltre ad un riposo di almeno 11 ore consecutive nell’arco della stessa giornata e ad un riposo intermedio non retribuito, normalmente nelle ore pomeridiane, non inferiore alle 2 ore giornaliere di effettivo riposo.

La durata normale dell’orario di lavoro è quella concordata fra le parti fino ad un massimo di:

- 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali, per i lavoratori conviventi;

- 8 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali, distribuite su 5 giorni oppure su 6 giorni, per i lavoratori non convivente;

Il lavoratore chiamato a prestare servizio oltre l’orario stabilito, ha diritto al pagamento delle ore straordinarie prestate con le seguenti maggiorazioni:

- Del 25%, se prestato dalle 6:00 alle 22:00;

- Del 50%, se prestato dalle 22:00 alle 6:00;

- Del 60%, se prestato di domenica o in una delle festività indicate nel C.C.N.L;

Sono considerate festive le giornate riconosciute tali dalla legislazione vigente. Eesse attualmente sono:

- 1° gennaio

- 6 gennaio

- lunedì di Pasqua

- 25 aprile

- 1° maggio

- 2 giugno

- 15 agosto

- 1° novembre

- 8 dicembre

- 25 dicembre

- 26 dicembre

- S. Patrono

Il collaboratore familiare matura le ferie in misura proporzionale ai mesi lavorati nell’anno. L'articolo 18 del CCNL prevede che i lavoratori domestici maturino 26 giorni lavorativi di ferie all'anno, ferie che vanno godute per almeno 2 settimane nell'anno e le restanti entro i 18 mesi successivi all'anno di maturazione, normalmente nel periodo da giugno a settembre.

In caso di malattia al lavoratore spetta la retribuzione globale di fatto per un massimo di 8 giorni (per anzianità fino a 6 mesi), 10 (per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni), 15 (per anzianità oltre i 2 anni) giorni complessivi nell'anno nella seguente misura:

- fino al 3º giorno consecutivo, il 50% della retribuzione globale di fatto;

- dal 4º giorno in poi, il 100% della retribuzione globale di fatto;

La contribuzione che viene versata per ogni ora di lavoro contiene anche la contribuzione per la tutela sugli infortuni sul lavoro.

Il dipendente ha diritto alla conservazione del posto di lavoro in funzione dell’anzianità lavorativa e ha diritto alla retribuzione per i primi tre giorni, indennità che è a carico del datore di lavoro; successivamente il lavoratore percepisce le prestazioni erogate direttamente dall‘INAIL.

Il lavoratore convivente ha diritto a vitto e alloggio.

Il datore di lavoro che versa regolarmente all’Inps i contributi per colf o assistenti familiari può usufruire di agevolazioni fiscali relative ai contributi versati.

Colf:

Il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito, per un importo massimo di 1.549,37 euro l’anno, i contributi previdenziali obbligatori versati per la colf. A tal fine è tenuto a conservare le ricevute dei bollettini Inps.

L’importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati.

Assistente familiare:

Il datore di lavoro può detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, per un importo massimo di 2.100 euro l’anno. La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che sostengono la spesa.

Per poter usufruire di questa agevolazione sono necessari:

- il certificato medico, rilasciato da un medico specialista o generico, che attesti la condizione di non autosufficienza, da esibire a richiesta dell’amministrazione finanziaria;

- le ricevute delle retribuzioni erogate, firmate dall’ assistente familiare.

Si può usufruire di tale detrazione se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.

La deduzione fiscale per la colf si può sommare alla detrazione prevista per l’assistente familiare, e viceversa.