TAMPONE CORONAVIRUS: DOVE FARLO E QUANTO COSTA

La tanto temuta seconda ondata del Covid-19 sembra ormai realtà, anche se forse non è giusto chiamarla seconda ondata ma semplicemente risalita del numero dei contagi.

Non avendo ancora a disposizione una cura efficace o ancor meglio un vaccino, l’unica strada possibile da percorrere per evitare un nuovo lockdown o ospedali al collasso è quella di circoscrivere fin da subito i focolai, rintracciando i positivi e isolandoli.

Ma questo è possibile solo attraverso un numero di tamponi effettuati sempre maggiore. 

 

In questi giorni abbiamo assistito a innumerevoli casi, per lo più asintomatici, di persone di ritorno dalle vacanze, specie dall’estero. La fascia di età più colpita è quella dei giovani, complici la movida e qualche trasgressione di troppo alle regole di distanziamento e obbligo della mascherina. Per questo, ormai da alcune settimane, è obbligatorio il tampone al rientro da Croazia, Grecia, Malta e Spagna.

In tale circostanza è necessario effettuare il tampone, molecolare o antigenico, nel Paese di provenienza entro le 72 ore precedenti al rientro in Italia, o comunque entro le 48 ore successive all’ingresso nel territorio nazionale. Ma se per i Paesi già citati il tampone è obbligatorio, in questi giorni (considerato l’alto numero di contagi) è consigliato anche in caso di ritorno dalla Sardegna. 

Ma di cosa parliamo quando pronunciamo la parola tampone? 

Al momento è l’unico test riconosciuto per la rilevazione del Covid-19 nell’organismo. Si tratta di un tampone faringeo, ovvero di un esame che dura pochi secondi e che utilizza un bastoncino simile a un cotton fioc per prelevare le secrezioni respiratorie da naso (rino-faringeo) e/o bocca (oro-faringeo). E’ bene precisare che, pur non essendo piacevole e recando un po’ di fastidio, è un esame che non fa male, ma che deve essere necessariamente effettuato da personale addestrato e competente, protetto da tutti i dispositivi monouso (mascherina, guanti, occhiali, camice).

I bastoncini vengono poi inviati al laboratorio che effettuerà il test per accertare o meno ma presenza del coronavirus nell’organismo. Per il tampone molecolare sono necessarie alcune ore, oltre 5, mentre per il tampone antigenico i tempi si accorciano a circa mezz’ora (sono utilizzati in questi giorni in porti, aeroporti, stazioni ecc.). Se il risultato del molecolare fosse positivo sarà necessaria una seconda valutazione del laboratorio di riferimento dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) più vicino che accerterà l’effettiva positività. Se fosse positivo l’antigenico sarà effettuato un test molecolare. 

Dove fare il tampone e quali sono i costi da sostenere

Al momento è possibile effettuare il tampone sia presso le Asl che presso laboratori privati, ovviamente in entrambi i casi previo appuntamento. 

Per quanto riguarda le Asl, il servizio è gratuito (le spese sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale) e per prenotare il tampone è necessario collegarsi ai portali regionali. 

Se si è di ritorno dai Paese già citati non sarà necessaria la richiesta del medico curante, ma l’iscrizione al portale regionale di riferimento e potrà essere effettuato anche in aeroporto. Diversamente è obbligatorio contattare il proprio medico e dichiarare i motivi per cui si richiede di sottoporsi al tampone, sarà il lui a prescriverlo se opportuno.

Sempre tramite l’Asl, il tampone può essere anche effettuato presso il proprio domicilio, previa chiamata del paziente o del medico, in caso di manifestazione di sintomi da Covid-19.

Per quanto riguardo i laboratori privati, il numero di quelli a disposizione sul territorio italiano è sempre maggiore. Ovviamente in questo caso il tampone non è gratuito: sarà necessario prendere appuntamento e pagare una tariffa che varia tra i 50 e i 100 euro circa. Rimane invariato lo svolgimento del test.